Streaming, il futuro del mondo musicale… e del branding!

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Ciao!

Sono Carlo Alberto Biasioli, blogger di Piadina Music e Social Media Manager in ambito musicale e questo è il mio secondo appuntamento con OnOff! (Sono stato tentatissimo di fare la presentazione alla Troy McClure…)

Bando alle ciance. A dicembre ti ho parlato di brand e musica e di come creino sinergie bellissime. Solo che è impossibile analizzare tutte le sfaccettature di questa unione in un unico articolo, così questo mese approfondiremo l’argomento.

Prima di buttarci nel vivo di questo formidabile mondo, voglio darti un paio di dati riguardanti la situazione del mercato musicale. Perché sono importanti? Perché nel 2016 c’è stato per la prima volta dopo tanti anni, un aumento del valore di questo mercato e il 2017 conferma in pieno questo trend, mostrando finalmente un mercato in crescita! (Era ora!)

Alcuni dati di mercato

Ma come mai mi entusiasmo tutto a parlare di queste cose? È presto detto! Perché il fattore trainante della crescita di questo settore (la musica) è lo streaming (sia pagato che supportato da pubblicità)! Infatti, grazie a servizi come Tidal, Apple Music e soprattutto Spotify, l’industria musicale si sta risollevando. (Non il singolo piccolo artista. Dico l’industria in generale).

Ma analizziamo velocemente il mercato musicale degli Stati Uniti, da sempre cartina tornasole (assieme al mercato britannico) di quello che sarà nel resto del mondo.

dati ascolti musica in streaming usa 2017

Il mercato musicale nel 2017 ha mostrato un bellissimo +12,8% di crescita rispetto al già attivo 2016. Tutto questo grazie all’incredibile crescita dello streaming. Sì perché il bravo streaming nel 2017 ha tolto la testa dal cuscino e dopo colazione ha realizzato un incredibile +50,3% rispetto al 2016. E tu dirai: “ok caro Carlo, però fammi un po’ capire in numeretti chiari, non solo con percentuali vuote!”.

E dato che io ti voglio bene, ti snocciolo subito qui i dati (che sono ancora più entusiasti di me). Nel 2017 c’è stato un totale di ben 376,9 MILIARDI di brani suonati in streaming in tutto l’anno. Ovvero 172 miliardi in più rispetto all’anno precedente! Non sono dati impressionanti? E riguardano solo il mercato statunitense!

Se sei un amante del vintage e della qualità del suono, non ti impanicare perché un altro settore musicale molto in crescita è il vinile, che raggiunge un elegantissimo +20,1%, attestandosi quindi il 10% del valore totale del mercato musicale nel 2017. (I vinili maggiormente venduti sono i grandi classici. Al primo posto risulta Abbey Road dei Beatles).

La compravendita di compact disk e il download di brani sono invece in forte diminuzione (rispettivamente -14,6% e -23,2%), ma non fa niente. Anzi È MEGLIO!

Sì, ma quindi?!

Bene, dopo tutte queste cifre e dopo il momento in cui avrai pensato che sono fuori di testa perché sono contento che si vendano meno compact disk, ti spiego come mai in realtà non lo sono (fuori di testa).

Perché lo streaming è il motore di tutto e notoriamente in questi ultimi anni la modalità di fruizione di contenuti online tramite abbonamento sta funzionando assai (vedi Netflix, per dirne uno su mille).

Netflix in realtà non l’ho citato a caso, perché per il lancio della famosissima serie tv Stranger Things (che mi sono guardato in due giorni) ha fatto un lancio da paura. Non solo ha creato un videogame anni ’80 per Apple e Android, ma ha lanciato anche un’iniziativa in collaborazione con Spotify!

È stata infatti dedicata alla serie tv una sezione apposita del sito di Spotify in cui scegliendo 5 artisti proposti dall’algoritmo dell’azienda svedese, l’utente viene associato a uno dei personaggi di Stranger Things e ottiene l’accesso alla relativa playlist. Io per esempio ai tempi fui associato a Jonathan Byers.

Se sei curioso di vedere quale sarà il tuo personaggio puoi usare anche tu il sito che è ancora attivo e che trovi cliccando qua! Poi se sei fiero del risultato magari fammelo sapere sotto nei commenti!

Tiriamo le somme

brand e musica

 

Cosa abbiamo imparato dall’esperienza di Netflix? Abbiamo imparato che la musica può amplificare il messaggio che un’azienda decide di lanciare e che nella fase di branding è uno dei mezzi più utili per fare sì che il proprio marchio rimanga stampato nella capoccia di tutti i possibili clienti.

Perché? Ma perché la musica ha un altissimo tasso di engagement nei confronti di chi l’ascolta e di conseguenza aumenta l’impatto del messaggio aziendale. Ma attenzione, non sto parlando della semplice (seppur utile) pubblicità, bensì di un legame molto più profondo. Un legame fra l’arte musicale vera e propria e il brand.

 

In questo modo si può creare una fortissima relazione con i propri clienti, grazie appunto alla musica che permette, con il  suo potere emozionale, di spingere i tasti giusti e smuovere i sentimenti delle persone a cui si rivolge. Questo dà la possibilità a qualsiasi brand (non solo a quelli delle dimensioni di Netflix), di mettersi in connessione con il proprio target in maniera efficiente e soprattutto, per niente sgradevole.

Un chiarissimo esempio di come fare a sfruttare il potere della musica sono le playlist con marchio messe a disposizione dei brand da Spotify. In questo caso l’azienda in questione può creare una playlist che non abbia un richiamo commerciale diretto a uno dei prodotti del proprio listino (cioè non deve avere secondi fini), ma deve avere un carattere redazionale, ovvero deve trasmettere all’utente una lista di canzoni “ganze” e che siano in linea con il tone of voice dell’azienda.

Questo permette al brand, di qualsiasi dimensione esso sia, di emozionare il proprio pubblico e di conseguenza di umanizzarsi e creare engagement con il proprio marchio.

Questa è la grande opportunità che lo streaming regala ai brand oggi e che ogni marketer deve imparare a conoscere e utilizzare. Per terminare questo articolo ti linko la playlist di Jonathan e ti anticipo che nell’appuntamento di marzo ti mostrerò un concretissimo esempio di sinergia fra brand e gruppo musicale, quindi aggrappati ai braccioli della tua poltrona e tieniti forte!

Ciao!

About The Author

Carlo Alberto Biasioli

Targato Vicenza 1986, ma importato in Romagna nel 1988 sono un fan dei Ghostbusters e della musica buona. Faccio il Social Media Manager in ambito musicale e mi godo un lavoro che mi piace più della pizza. Piadina Music è il mio adorato blog e scrivere mi appassiona moltissimo. Viaggio per lavoro ma dormo a Ravenna. Se passate di qua, fate un fischio.

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